Novità e prospettive del sistema brevettuale a livello europeo

Attualmente la tutela brevettuale è regolata dalla Convenzione sul brevetto europeo. Tale Convenzione prevede la concessione di un brevetto europeo tramite una procedura centralizzata dinanzi all’Ufficio europeo dei brevetti e consente di ottenere una protezione dell’invenzione negli Stati aderenti designati dal richiedente. Il brevetto europeo non è un titolo unitario, bensì conferisce al titolare un fascio di brevetti nazionali che si smembra in tanti brevetti quanti gli Stati aderenti in cui il richiedente ha chiesto la protezione e che se contestati sono trattati separatamente dalle corrispondenti autorità giurisdizionali nazionali. Tale gestione differenziata del contenzioso brevettuale può comportare il rischio di giudicati contrastanti.
In questo contesto frammentato, un piano di integrazione ed armonizzazione del sistema brevettuale a livello europeo è da tempo un obiettivo primario. Dopo oltre 40 anni di negoziati si è finalmente giunti alla conclusione del c.d. “Pacchetto brevetti”, prossimo all’entrata in vigore, il quale prevede un nuovo quadro giuridico riguardo la tutela sostanziale e giurisdizionale in materia di brevetti a livello europeo. Tale “Pacchetto brevetti” si caratterizza per il peculiare utilizzo da un lato dello strumento della cooperazione rafforzata, mediante l’adozione dei due Regolamenti (UE) n. 1257/2012 e n. 1260/2012, che prevedono la creazione di un titolo di brevetto sovranazionale con effetto unitario sul territorio europeo e ne disciplinano il relativo regime di traduzione e, dall’altro, di un Accordo internazionale inter se tra i soli Stati membri, c.d. Accordo TUB, volto ad istituire un sistema di giurisdizione brevettuale unificata, mediante la creazione del Tribunale unificato dei brevetti.
Sebbene le condizioni necessarie affinché il c.d. “Pacchetto brevetti” entri in funzione non si siano ancora verificate e non sia attualmente possibile una stima certa dei tempi di implementazione del nuovo sistema, la creazione di un titolo brevettuale sovranazionale avente effetto unitario sul territorio dell’Unione e l’unificazione della giurisdizione in materia brevettuale restano obiettivi primari da realizzare.

In particolare, dal punto di vista sostanziale, con la creazione di un brevetto europeo ad effetto unitario si semplifica l’accesso alla tutela brevettuale a livello europeo, riducendone i costi previsti per la concessione ed il mantenimento dei brevetti. Il carattere unitario, peculiarità del nuovo titolo di privativa, si concretizza in un trinomio di effetti: 1) efficacia equivalente, in quanto tale brevetto produce gli stessi effetti in tutti gli Stati partecipanti alla cooperazione rafforzata che abbiano ratificato l’Accordo TUB, 2) protezione uniforme, ovvero una gestione unitaria ed uniforme in materia di contenzioso brevettuale e 3) indivisibilità territoriale, in quanto tale brevetto può essere revocato, estinto, limitato, trasferito solamente in modo uniforme. Si tratta di una caratteristica accessoria, non automatica, che si aggiunge al brevetto europeo “tradizionale” solo laddove vi sia una richiesta espressa del titolare entro un mese dalla pubblicazione.
Dal punto di vista giurisdizionale, mediante l’istituzione del Tribunale unificato dei brevetti viene creato un sistema di risoluzione delle controversie unificato e semplificato, volto a porre fine ai procedimenti paralleli dinanzi le autorità giurisdizionali nazionali ed al conseguente rischio di giudicati contrastanti. Il Tribunale unificato è un’autorità giurisdizionale comune agli Stati membri ed andrà a sostituirsi alle autorità giurisdizionali nazionali degli Stati membri contraenti per le controversie che rientrano nella sua competenza esclusiva. A tale Tribunale viene attribuita competenza esclusiva sulle controversie riguardanti i brevetti europei ad effetto unitario ed i brevetti europei “tradizionali”. Nello specifico, risultano espressamente esperibili dinanzi al Tribunale unificato le azioni di contraffazione e di accertamento negativo della violazione, le azioni cautelari, le azioni dirette e riconvenzionali di revoca, azioni riguardanti il risarcimento dei danni, le azioni riguardanti l’uso dell’invenzione prima della concessione del brevetto, le azioni per la determinazione del compenso in caso di licenza del brevetto ed infine le azioni riguardanti le decisioni dell’Ufficio europeo dei brevetti emanate nello svolgimento dei nuovi compiti amministrativi indicati all’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 1257/2012. L’ambito di cognizione del Tribunale unificato non sembra, tuttavia, rimanere tassativamente circoscritto alle questioni strettamente brevettuali, bensì si ritiene che possano essere proposte in via riconvenzionale anche questioni di natura concorrenziale, quali le c.d. antitrust exceptions. A questo proposito, alcuni esponenti del settore ritengono che il Tribunale Unificato possa diventare, col tempo, un tribunale specializzato anche nel settore antitrust.
Si tratta, tuttavia, di un processo di transizione graduale al nuovo sistema di tutela giurisdizionale e per la piena potenzialità del sistema TUB occorrerà aspettare alcuni anni. Viene infatti previsto un periodo transitorio, durante il quale le autorità giurisdizionali nazionali mantengono una competenza alternativa e concorrente al Tribunale unificato, a conoscere delle controversie inerenti brevetti europei “tradizionali”. Lo scopo di tale periodo transitorio è quello di prolungare lo status quo normativo e di dilazionare gli effetti del nuovo sistema, risultando in questo intervallo di tempo ancora possibile usufruire dell’attuale regime. Il titolare di un brevetto europeo “tradizionale” può dunque, durante il periodo transitorio, trarre potenzialmente i vantaggi di entrambi i sistemi, avendo la possibilità di scegliere e valutare volta per volta il foro a lui più favorevole. A questa possibilità, si affianca la facoltà per il titolare del brevetto europeo “tradizionale” di esercitare il c.d. diritto di opt out dal sistema TUB, rinunciando completamente alla competenza esclusiva del nuovo Tribunale. Tali possibilità non sono previste per il titolare del nuovo brevetto ad effetto unitario, inderogabilmente ed esclusivamente oggetto di cognizione del Tribunale unificato.
Le controversie vengono distribuite tra le sezioni della divisione centrale del Tribunale unificato, rispettivamente localizzate a Parigi, Londra e Monaco a seconda del settore merceologico del brevetto, al fine di garantire e favorire la specializzazione tecnica. Viene poi prevista l’istituzione di divisioni locali e regionali, le quali possono essere istituite presso ogni Stato membro, su iniziativa dello stesso, le quali sono competenti a conoscere delle controversie conformemente ai criteri di forum rei e forum commissi delicti.
Un aspetto interessante che riguarda la gestione interna delle controversie concerne la ripartizione delle questioni afferenti la validità e la violazione di un brevetto. Il sistema ha optato per lasciare alle divisioni locali del Tribunale unificato la facoltà di decidere come trattare le controversie brevettuali, qualora siano pendenti azioni di contraffazione e azioni di revoca. Le divisioni locali hanno la possibilità di scegliere, caso per caso, se trattare in un unico procedimento le due azioni o, demandare alla divisione centrale l’azione di revoca e decidere di sospendere o procedere con l’azione per violazione. In questo ultimo caso i procedimenti proseguono paralleli, verificandosi il fenomeno della c.d. biforcazione, fenomeno di matrice tedesca, dove tale prassi è appunto nata.
Il fondamento razionale di tale suddivisione nasce dalla convinzione per cui un organo giudiziario ordinario, privo di competenze tecniche, non si possa adeguatamente pronunciare sulle questioni di validità. La disciplina del sistema TUB non compie una scelta univoca, bensì la scelta viene affidata al potere discrezionale della divisione locale o regionale adita. Tale discrezionalità, da una parte, consente mediante un necessario approccio pratico, di individuare l’opzione migliore per il caso specifico, d’altra parte, fa sorgere dei dubbi di opportunità della scelta dal momento che, quantomeno inizialmente, essa sarà influenzata dalle pratiche processuali nazionali dello Stato ospitante. Tuttavia, sul lungo periodo, la composizione multinazionale dei collegi delle divisioni del Tribunale unificato è destinata a contribuire all’armonizzazione delle prassi nazionali elidendo, attraverso un processo graduale, il rischio di forum shopping.
Va certamente riconosciuto che l’istituto della biforcazione presenta vantaggi notevoli. In primis, prevedendo che la cognizione sulle questioni di validità sia devoluta alla divisione centrale composta da giudici tecnicamente qualificati, permette maggior certezza giuridica. In secundis, la separazione dell’esame delle due questioni in due procedimenti paralleli consente giudizi celeri in materia di violazione, permettendo al titolare del brevetto di difendersi prontamente da eventuali violazioni.
Tuttavia, il fatto che i due procedimenti procedano paralleli dinanzi a due divisioni diverse e con tempistiche diverse può comportare altrettanti rischi e svantaggi. Innanzitutto, il fatto che le questioni di validità e di contraffazione vengano esaminate non uniformemente, ma separatamente da due divisioni diverse può comportare il rischio di valutazioni ed interpretazioni contraddittorie delle rivendicazioni nei rispettivi giudizi. Per di più, dal fatto che la questione sulla violazione del brevetto venga risolta prima della questione sulla validità, può derivare una situazione paradossale in cui un brevetto che a seguito del giudizio di contraffazione è stato ritenuto violato, venga in un secondo momento dichiarato invalido. In queste ipotesi, il sistema TUB non prevede disposizioni che assicurino espressamente un soddisfacente rimedio alla parte lesa, la quale ha subito un pregiudizio in seguito all’esecuzione di una sentenza di accertamento della violazione di un brevetto, successivamente revocata. Nonostante alcuni autori abbiano offerto un’interpretazione in grado di colmare tale lacuna normativa del sistema TUB, affidando al diritto sostanziale nazionale la ricerca di mezzi di tutela idonei, è doveroso evidenziare in questa sede l’inadeguatezza delle tutele previste dal sistema TUB in favore alla parte debole. Ne emerge un sistema che pur volendo sperimentare il meccanismo della biforcazione al fine di trovare la migliore prassi per la gestione dei contenziosi brevettuali a livello europeo, non riesce tuttavia a garantire un equo contemperamento degli interessi delle parti in causa, risultando dunque un sistema che avvantaggia la sola figura del titolare del brevetto. Tale mancanza di equilibrio degli interessi potrebbe compromettere lo scopo primario della tutela brevettuale. Va infatti tenuto presente che la tutela brevettuale consente di garantire solidità al progresso tecnologico e allo sviluppo economico solamente se risulta essere il prodotto della conciliazione di una pluralità di interessi: tra i quali quello delle imprese che investono in innovazione, quello degli utilizzatori del prodotto innovativo e quello di un mercato aperto alla concorrenza.
Al termine di queste considerazioni, sembra doversi concludere che solo il tempo definirà le potenzialità del sistema TUB e rivelerà se i timori connessi all’introduzione dell’istituto della biforcazione nel nuovo sistema di tutela brevettuale europeo siano giustificati. In tal caso, qualora il nuovo sistema inizierà a mostrare evidenti indicatori di disequilibrio, si spera che il Comitato amministrativo, composto da un rappresentante per ogni Stato membro contraente, si adoperi per modificare le Regole di procedura al fine di limitare il ricorso e gli effetti dell’istituto della biforcazione. Solamente in tal modo si potrebbe dare un contributo decisivo al successo del sistema, imponendo regole procedurali chiare ed equilibrate, contribuendo a creare un sistema di tutela giurisdizionale coerente e funzionale, che tenga conto di tutti gli interessi in gioco.